EU AI Act: cosa significa il regolamento europeo sull’IA per siti web e negozi online
· di Daniel
Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza del regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, l’EU AI Act. Se usi un chatbot IA sul tuo sito, crei immagini con l’IA o fai scrivere testi in automatico, è il momento di verificare che tutto sia etichettato correttamente. Nell’estate 2026 l’UE ha anche rinviato alcune scadenze con il cosiddetto Digital Omnibus. Ecco cosa vale oggi, cosa arriverà più avanti e cosa devi fare in concreto come gestore di un sito o di un negozio online.
La situazione a ottobre 2026
Il regolamento sull’IA (regolamento (UE) 2024/1689) è in vigore dal 1° agosto 2024 e si applica per fasi. Con il regolamento (UE) 2026/1744, il «Digital Omnibus sull’IA», l’UE ha rinviato le scadenze per l’IA ad alto rischio. Questa modifica si applica dal 27 luglio 2026. Ogni Paese dell’UE ha designato autorità di vigilanza: in Germania, ad esempio, dal 29 luglio 2026 l’Agenzia federale delle reti (Bundesnetzagentur) è l’autorità centrale, il punto di contatto e l’ufficio reclami.
| Da quando | Cosa si applica |
|---|---|
| 2 febbraio 2025 | Pratiche di IA vietate, ad esempio tecniche manipolative e punteggio sociale, e l’obbligo di alfabetizzazione sull’IA nel team |
| 2 agosto 2025 | Obblighi per i fornitori di modelli di IA per finalità generali, come i grandi modelli linguistici |
| 2 agosto 2026 | Obblighi di trasparenza: avviso nei chatbot, etichettatura dei deepfake e dei contenuti generati dall’IA |
| 2 dicembre 2026 | Fine del periodo transitorio per la marcatura leggibile da macchina dei sistemi di IA già sul mercato prima di agosto 2026; nuovo divieto per l’IA che crea immagini intime non consensuali |
| 2 dicembre 2027 | Obblighi per l’IA ad alto rischio autonoma, ad esempio nella selezione del personale o nella concessione di crediti |
| 2 agosto 2028 | Obblighi per l’IA ad alto rischio integrata in prodotti regolamentati come macchine o dispositivi medici |
Mi riguarda?
Il regolamento distingue soprattutto tra fornitori, che sviluppano un sistema di IA o lo offrono con il proprio nome, e deployer, che usano un sistema di IA a livello professionale sotto la propria responsabilità. Un negozio online che usa ChatGPT, Gemini o un plugin chatbot pronto all’uso è di solito un deployer. Se invece costruisci un tuo assistente su un’API di IA e lo offri sul sito con il tuo nome, potresti essere considerato tu stesso un fornitore.
La buona notizia: gli usi tipici sui siti web non sono IA ad alto rischio. Tra questi ci sono il chatbot per l’assistenza clienti, i testi IA per le descrizioni dei prodotti, le immagini IA per i banner e i consigli sui prodotti nel negozio. Per questi usi valgono soprattutto gli obblighi di trasparenza e l’obbligo di alfabetizzazione sull’IA.
Cosa devi fare adesso
1. Indicare che i chatbot sono IA
Le persone devono poter capire che stanno parlando con un’IA, al più tardi alla prima interazione, a meno che non sia già evidente. Basta un breve avviso nella finestra della chat, ad esempio: «Stai chattando con il nostro assistente IA. Le risposte possono contenere errori.» Offri anche un modo per parlare con una persona, ad esempio tramite un modulo di contatto o un ticket di supporto.
2. Segnalare immagini e video IA che sembrano reali
Immagini, video o audio creati o modificati con l’IA che mostrano in modo ingannevolmente realistico persone, luoghi o eventi reali vanno etichettati come generati dall’IA. Per le opere chiaramente artistiche o satiriche valgono regole più leggere. Per le foto dei prodotti si applica anche il diritto dei consumatori: un’immagine IA non deve promettere più di quanto offre il prodotto reale.
3. Rivedere i testi IA
I testi generati dall’IA che informano il pubblico su questioni di interesse pubblico vanno dichiarati come tali, a meno che una persona li abbia rivisti e se ne assuma la responsabilità editoriale. Le descrizioni dei prodotti di solito non rientrano in questa regola. Fai comunque rileggere ogni testo IA da una persona: ti protegge da informazioni sbagliate sui prodotti ed è comunque una buona pratica per la SEO.
4. Sviluppare l’alfabetizzazione sull’IA nel team
Da febbraio 2025 le aziende che usano l’IA devono garantire l’alfabetizzazione sull’IA del proprio personale. Il Digital Omnibus ha attenuato questo obbligo: invece di garantire un certo livello di conoscenze, le aziende devono favorire lo sviluppo dell’alfabetizzazione sull’IA. In pratica spesso basta una breve policy interna: quali strumenti sono ammessi? Quali dati non vanno mai inseriti, come dati dei clienti, password o segreti aziendali? Chi approva i risultati dell’IA? Documenta la formazione: all’occorrenza può servire come prova.
5. Escludere le pratiche vietate
Sono vietati, tra l’altro, i sistemi di IA che spingono le persone, con tecniche subliminali o manipolative, a decisioni che causano loro un danno significativo, o che sfruttano deliberatamente vulnerabilità come l’età o una situazione economica difficile. Per i negozi online significa: niente dark pattern gestiti dall’IA, come una falsa urgenza calibrata sulla presunta vulnerabilità di singoli clienti.
6. Non dimenticare la protezione dei dati
L’AI Act non sostituisce il GDPR. Per un chatbot di solito servono un accordo sul trattamento dei dati con il fornitore, una sezione nell’informativa sulla privacy e il consenso tramite il banner dei cookie, se lo script della chat imposta cookie o trasmette dati a terzi. Con il nostro plugin GDPR per WordPress questi servizi vengono caricati solo dopo il consenso.
7. Preparare per tempo l’IA usata nella selezione del personale
Se usi l’IA per filtrare candidature o valutare candidati, stai usando IA ad alto rischio. Gli obblighi più severi, come gestione dei rischi, sorveglianza umana e registrazione, si applicano dal 2 dicembre 2027. Approfitta di questo tempo per verificare fornitori e processi.
Quali sanzioni sono previste?
Le pratiche vietate possono comportare sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato annuo mondiale. Le violazioni della maggior parte degli altri obblighi, compresi quelli di trasparenza, possono costare fino a 15 milioni di euro o al 3%. Per le piccole e medie imprese si applica ogni volta l’importo più basso. Si tratta di massimali e le autorità devono agire in modo proporzionato. Non è ancora chiaro se anche i concorrenti possano agire per l’assenza di avvisi sull’IA in base al diritto della concorrenza sleale: meglio non escluderlo.
Dove trovare aiuto
Le autorità nazionali e la Commissione europea offrono orientamento, soprattutto alle piccole e medie imprese. L’Agenzia federale delle reti tedesca, ad esempio, gestisce un servizio di assistenza sull’IA con uno strumento online gratuito per una prima valutazione della classe di rischio di un sistema di IA. Per la parte tecnica ti aiutiamo volentieri: integriamo chatbot con l’avviso e il consenso corretti in WordPress e WooCommerce, etichettiamo i contenuti IA e controlliamo il tuo sito. Contattaci.
Checklist
- Elenca tutti gli strumenti di IA sul sito e nel team: chatbot, testi, immagini, traduzioni, consigli sui prodotti
- Chatbot con un avviso IA chiaro e un modo per parlare con una persona
- Etichetta le immagini e i video IA che sembrano reali
- Fai controllare i testi IA da una persona prima di pubblicarli
- Policy interna sull’IA e breve formazione, entrambe documentate
- Aggiorna informativa privacy, accordi sul trattamento dei dati e consenso ai cookie
- Prepara entro dicembre 2027 l’IA usata nella selezione del personale agli obblighi per l’alto rischio
Questo articolo riflette la situazione al 29 ottobre 2026 e non costituisce consulenza legale.